venerdì 2 agosto 2013

Pallamano e CrossFit

Cari appassionati di pallamano, in seguito alla grossa espansione del CrossFit nelle nostre palestre, all'utilizzazione di questo metodo di allenamento anche per squadre di giochi sportivi, ho deciso di esporre il mio parere a riguardo, nella speranza di avere i vostri commenti su questa spinosa questione.

Il CrossFit è una metodica di allenamento proveniente dagli Stati Uniti, pensata per forgiare i Marines con allenamenti durissimi, caratterizzati dall'assenza o quasi di recupero. Infatti il concetto che sta alla base del CrossFit, è l'alta intensità e l'assenza di recupero. Guardando anche sul sito ufficiale CrossFit (http://www.crossfit.com/) si nota che un'altra peculiarità di questa disciplina, è la varietà dell'allenamento: ogni giorno cambiano gli esercizi, le ripetizioni, le serie...insomma, tutta la struttura dell'allenamento. Esercizi base del CrossFit sono quelli classici della pesistica (squat, strappo, slancio, ecc...), gli esercizi a corpo libero (piegamenti, trazioni alla sbarra, burpees, ecc...) e gli esercizi con l'ausilio di kettlebell e palle medicinali. In acluni allenamenti sono presenti anche parti di corsa, vogatore o nuoto.

Una volta elencate le caratteristiche generali del CrossFit, passiamo a fare qualche riflessione sulla possibile applicazione di questo nell'allenamento di pallamano. Intanto pensiamo alla definizione di allenamento:

"L’allenamento sportivo è un processo pedagogico- educativo complesso, che si completa con l’organizzazione sistematica dell’esercizio fisico, ripetuto in quantità e con intensità tali da produrre carichi progressivamente crescenti, che stimolino i processi fisiologici di supercompensazione dell’organismo e favoriscano l’incremento delle capacità fisiche, psichiche, tecniche e tattiche dell’atleta, al fine di consolidarne ed esaltarne il rendimento in competizione."

Pasquale Bellotti

Già da questa definizione si capisce quanto il CrossFit, in alcuni suoi aspetti, non rispecchi i principi cardine dell'allenamento che io applico quotidianamente sul campo di pallamano. Seconde me il fatto di eseguire ogni giorno un allenamento completamente differente da quello di ieri e da quello che sarà domani, va contro a questa definizione che prevede il progressivo incremento dei carichi con un "organizzazione sistematica".

Se poi guardiamo al modello di prestazione della pallamano, vediamo come le fasi di recupero siano molto importanti. Uno degli obiettivi dell'allenamento dovrebbe essere l'ottimizzazione di queste fasi di recupero, per preparare al meglio il giocatore alla successiva fase ad alta intensità. Il CrossFit, non prevedendo fasi di recupero, secondo me non "insegna" al giocatore a gestire le proprie energie. Insomma, lo vedo molto "aspecifico".

Riguardo al concetto di recupero, trovo molto interessante il metodo "Tabata", usato spesso nel CrossFit. Questo metodo prevede serie da 4 o 8' di 4 esercizi ripetuti secondo lo schema 20'' di esercizio 10'' di recupero. Eseguendo esercizi con questa metodologia, si va in contro molto di più a quello che poi sarà il modello di prestazione del pallamanista.

Passiamo ora alle note positive. Personalmente adoro la maggior parte degli esercizi utilizzati nel CrossFit: piegamenti, trazioni, balzi, kettlebell, bilancieri, ecc... credo che siano tutti mezzi di allenamento ottimi per lo sviluppo della forza nel giocatore di pallamano. Questi mezzi, permettono la somministrazione di esercizi per la pallamano che consentano "libertà di movimento" al giocatore, risultando cosi altamente specifici per questo sport.

Per concludere questo post, ci tengo a precisare che, non essendoci ancora studi scientifici in merito al CrossFit e ai suoi reali effetti, tutto quello che ho dichiarato in precedenza, è frutto della mia personale esperienza. Mi piacerebbe avere i vostri pareri.

A presto

Ciao


2 commenti:

  1. Caro Matteo, ritengo che i tuoi giudici non siano poi così errati. Io ho fatto per molti anni, quasi 30, il portiere nella pallamano e ritengo che, nel caso specifico di un portiere, sia molto utile far fare "esperienze" motorie diverse, tali da sviluppare ogni tipo di abilità e capacità coordinative del portiere. E' chiaro che, quando le insegnavo, cercavo sempre di rendere tali esperienze applicabili alla tecnica del portiere, o quantomeno similari ai movimenti utili ad un gesto puramente tecnico. Pertanto ritengo che possa essere utile inserire certe metodologie, quantomeno per "rinnovare" quelle antiche....
    Enzo Augello

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  2. Ciao Enzo, grazie mille per aver condiviso la tua esperienza! Credo che la varietá nell'allenamento, in particolare in un ruolo cosí "coordinativo" come il portiere, sia importantissima! A presto! Ciao

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